La Musica Tradizionale  

    Anno 1989

In queste pagine inizia la foto storia del gruppo "Marlipò" e dell' "Associazione Culturale Tacapui" di Ivrea...


... dopo ancora qualche cenno alle esperienze precedenti la formazione del primo gruppo musicale ed i primi corsi di musica.

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Come già per il decennio successivo, che avrebbe visto la nascita de "Il Tabass", anche per quest'anno che andava ad iniziare stava per verificarsi un cambiamento epocale, ed andava ad aprirsi un capitolo che mi avrebbe portato ad orientarmi definitivamente verso i due mestieri più belli del mondo,
Suonare ed Insegnare Musica...


Per la musica tradizionale del Canavese la situazione era ottima dal lato Canti, ma pessima dal lato Musiche... per i primi c'era l'enorme raccolta di canti di Amerigo Vigliermo, direttore del Centro Etnologico Canavesano, centinaia di canti e varianti di canti, registrazioni originali e riprodotte dal Coro di Baio Dora, unicamente l'imbarazzo della scelta...



Per le musiche, tutt'altra storia.... non c'era... NIENTE!!! Anche Rinaldo Doro (il benefattore citato nei primi tempi in cui cercavamo una cornamusa in prestito), neanche lui, che pure aveva cercato in quel senso in Canavese e in Val Chiusella, sapeva accennare più di qualche motivo...

Semplicemente non accettavo che tutto si fosse perduto così, dovevo investigare e tirare fuori almeno i brani necessari per un concerto, o per un disco...

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I primi del mese di Marzo il primo contatto con un fisarmonicista di Scarmagno (TO) Giuseppe (Pinotu) Mosca, il primo suonatore tradizionale da me intervistato, e registrato. Il primo contatto è sempre il più interessante, anche da parte di chi riceve questo strano ospite che chiede di... brani di inizio secolo! Pinotu è un fisarmonicista "moderno", che ha imparato negli anno '50, non riesce quindi a risalire ad altri brani, ballabili di inizio '900 o danze in 6/8, che non siano brani arcinoti come "Bundì bundì" o "Rosamunda" o simili.
Una buona scuola di intervista, e comunque un incontro interessante, tanto più che ci da un nome secondo lui "sicuro"...

La settimana dopo l'incontro tra i più incredibili dell'intera avventura che andava allora ad iniziare...

...ovviamente arriviamo a trovarlo di sorpresa! Senza appuntamenti preparati, ecc.
Martino Nozero di Pranzalito, classe 1907, aveva iniziato nel 1914 a suonare la tromba, nel '17 era passato al Semitun. Cinque anni dopo aveva visto uno strumento a piano con una incredibile, per l'epoca, serie di tasti e che permetteva una grande libertà

(oltretutto coll'organetto tira e pusa, spingi e tira, si era obbligati a chiudere e ad aprire a tempo il mantice per produrre note e accompagnamento, cosa che la fisarmonica, l'oggetto in questione, evitava, colla sua unica accordatura in apertura e chiusura del mantice).

Con fatica riesco a fargli ricordare qualche brano dell'epoca del Semitun, "Donna" mi suona, un valzer / canzone che in parte mi ricorda una melodia originaria, non ancora contaminata dal liscio emiliano.

(Donna)

La traccia era buona, ma non ricorda altri brani...

... purtroppo per me, ma gran merito a lui, ha passato il resto della sua vita a comporre (più di 200 brani depositati, addirittura ormai senza aver bisogno di suonare e scrivere, componeva semplicemente con la penna, come scrivere una frase in parole!). Ma ha, giustamente per lui, tralasciato le più semplici danze etniche locali.

Un incredibile testimone per quegli anni, assolutamente unica la possibilità di riuscire a proiettarsi indietro negli anni 10 o 20 e parlare direttamente con CHI C'ERA...! Però, in assoluto, un innovatore, che ha lasciato molto presto le danze etniche che andavano comunque già perdendosi in Canavese in quegli anni, per dedicarsi a brani più complessi e stimolanti...!

Dopo un incredibile pomeriggio mi congedo con lui, ripromettendomi di tornare... e l'avrei fatto...!

Più tardi gli avrei dedicato un brano natalizio (Noel per Martinet) vedi LINK
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Il Carnevale di Scarmagno, il gruppo Reginelle Campagnole... (vicino a me mia cugina Danila)



Comunque una bella faticata! 4 ore buone, sia pur già abituato a 6 Carnevali di Ivrea... Ovviamente suonavo "Reginella Campagnola"...

Quello è stato il mio 60° brano, mentre il 61° è di mia composizione, che scrivo proprio in quel periodo,
El Gris (il grigio, o l'attempato, ma anche in piemontese, il papà. Lo dedico a mio papà, morto 20 anni prima in un incidente in montagna).

Questo è già il mio secondo brano di composizione, il primo, il Valzer di Bellavista, l'avevo composto l'anno prima, il 1988.

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Stava iniziando poi il secondo semestre del corso di organetto a Torino, Beppe Greppi mi avrebbe detto sul vedermi entrare...

"Beninteso che non voglio più vederti qui l'anno prossimo...!"

...

...l'ho preso come un apprezzamento... anche perchè, imparato in 20 minuti il brano della lezione, andavo ad infilare la testa nel corso di ghironda con Martinotti, imparavo anche ad orecchio il loro brano, poi tornavo da Beppe a farmene dare un'altro!!

In una di quelle "infilate" di testa conosco quello che sarebbe sarebbe
diventato il mio braccio destro, Giorgio Baldazzi, di Torino, allievo di ghironda di Martinotti. Ammiro fin da allora la sua ghironda, che sarebbe poi... Diventata la mia nel 1993!  Tra non molto si sarebbe ipotizzata la nascita di un duo, e poi... di un gruppo!
...

E' una seconda natura per me ormai fare esibizioni casalinghe per amici e parenti, una tra queste è una signora che teneva allora corsi di teatro dialettale all'Università della Terza Età di Ivrea, Lucia Broglio di Borgofranco di Ivrea (poserò con lei come "piffero" nel 1992, e lei dedicherà al nostro gruppo, allora solo in vaga progettazione, una poesia).
 ... Arriva subito la proposta di fare qualche intervento in musica nel saggio di fine anno...

...

Io e Giorgio ormai suoniamo insieme per una parte del tempo del corso, Beppe e Maurizio iniziano in effetti ad apprezzarci... noi ci troviamo bene insieme, organetto e ghironda, il primo tendente ad accellerare, la seconda a tenere il tempo o al limite a rallentare, sono una coppia ideale di strumenti.

Ho finalmente una macchina MIA! Una 127 "Celeste Adriatico" già un po'' provata, ma tutta mia!!!

Iniziamo a seguire la Ciapa Rusa, nella sua formazione "top", a Sei, compreso Sergio Berardo e Donata Pinti.

L'imprinting è fenomenale, riuscire a fare dei CONCERTONI con solo 5 o 6 strumenti acustici!!! E poi solo voci, piffero e organetto, una ASSOLUTA LIBIDINE da guardare, io e Giorgio GODIAMO in una maniera spudorata, COME DEI MAIALI, come si dice!

Oggi fanno dei corsi di visualizzazione... NOI VISUALIZZAVAMO E SUONAVAMO TUTTO IL GIORNO con davanti agli occhi quel concerto... sarebbe stato strano non avessimo realizzato quel sogno...

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Beccato dal mio futuro cognato, mentre provavo, le solite tot ore al giorno...



e ancora!



Solo quando ho ritrovato quella determinazione e quella voglia, e quella visualizzazione, sono riuscito a fare cose egregie...
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A maggio, saggio della Terza Età, per la prima volta mi esibisco, da solo, con un pubblico che ascolta (non balla e non mangia...)

gli articoli. . .
                           
Mi è successo di avere richieste quando non avevo il gruppo pronto, ma mai il contrario, di avere il gruppo pronto e non ricevere richieste... quando inizi a suonare bene c'è come una specie di radar, non puoi restare nascosto, fai un passo e TI CHIAMANO!

Così è già per il nostro duo, ci chiamano per un'esibizione a Candiolo (TO), i primi di settembre...

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ma prima c'è l'estate da passare... periodo proprio duro, sono stagionale, 6 ore al giorno, nel laboratorio dove sto facendo la tesi, i due milioni dei tre mesi di stagione li impiego per i tre quarti per pagarmi la 127, 500mila lire li tengo....

proprio all'uscita dal lavoro iniziano i più bei momenti della mia ricerca nei dintorni di Ivrea...

Solo.
Assolutamente solo.
Entro in un paese e chiedo se c'è qualche anziano suonatore che ricordi brani di inizio '900.
Neil Armstrong (ma lui aveva Buzz Aldrin almeno....!).
E' vero che spesso c'era mia cugina con me, ma la sensazione di essere solo, a cercare cose quasi perdute, è stata una delle più notevoli della mia vita. La sensazione che senza di me molte bellissime melodie, storie di suonatori, un mondo intero di musica e bellezza se ne sarebbero andati per sempre era ed è fortissima e devastante...

Se vi chiedessero "cos'è la cosa più importante che hai fatto in vita tua?" io non avrei dubbi.

Da un garage di un certo Elso Perino di Loranzè Piano esce un libretto di banda.....

.... data....

1913!

Ci siamo!

Polca, polca, poi ... Monferrina!

LA PRIMA!!!

Salvata dall'oblio, nella forma spesso della stufa, che di inverno divora pagine e pagine di spartiti vecchi!!!!

Un gioiello, un pezzo di storia che nessuno ricorda più, che nessuno suonerà mai più... se non ci fossi stato io...

Una perla rara, una maschera funeraria egizia, un animale in via di estinzione... non si riesce a rendere l'idea di cosa si prova...

Un groppo che ti chiude la gola, vorresti piangere, o ridere, ma rimani lì, e bofonchi qualcosa....

Lui...
"Ti piacciono proprio le cose vecchie..."
"... ehm, si! E' proprio queste che cercavo, ancora scritte col pennino!"

mi guarda un attimo, chi condivide queste cose in genere non ha bisogno di più...

"portalo a casa..."
"COSA?????"
"...io non ci faccio più niente, tu si vede che ci tieni..."
"...ma, non posso, io.....

...GRAZIE!"

Ovviamente ho ancora quel libretto, dal quale abbiamo tratto il nostro brano di apertura la "Monferrina di Elso", più un paio di altri ballabili, e le emozioni di quell'estate di ricerca, fino a gran parte della Val Chiusella, sono difficili da rendere a parole, gli anziani intervistati, Pietro, con il suo mandolino che suonava ancora a quasi 82 anni, Domenico, che ci ha CANTATO dei brani ballabili da banda, le decine di archivi visitati, gli spartiti avuti in regalo....

Ed il repertorio che era quasi pronto...

Mancava solo il gruppo...

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a settembre il previsto duo a Candiolo . . .

     
. . . con relativo articolo.

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Sia io che Giorgio VOGLIAMO COMINCIARE!

E' lui a suggerire di contattare uno dei pifferi, avrà sicuramente un po' di dimestichezza con i fiati popolari, dal canto mio ricordavo che col Protogruppo del 1986 volevamo sempre contattare una violinista di Chiaverano, che i miei tre compagni delle prime cornamusate conoscevano...

... i contatti sono presto fatti!

Simone Boglia e Silvia Brunetti vengono convocati a Scarmagno a fine Ottobre, per simone, che allora suona solo il piffero canavesano, ma veniva dal clarino di banda, c'è un piccolo problema di intonazione, il piffero per sua natura cala un po', le pifferate le sa ovviamente a memoria... Per Silvia, allora diplomanda, erano brani di una banalità unica, e poi LEGGEVA (unica nel gruppo a suonare leggendo - subito soprannominata COMPUTER)...

Ricordo perfettamente il primo brano suonato, la monferrina dei pifferi, finalmente a quattro! Poco prima di andarcene e darci appuntamento al venerdì dopo....

...restiamo ancora dieci minuti lì io e Giorgio... non riusciamo a crederci... funziona!

E' veramente il massimo di quello che potevamo aspettarci, quattro persone straconvinte, strainteressate e, ognuno nel suo genere, BRAVISSIMI!
Solo poi con TirNaMoe nel 2000 sarebbe successo qualcosa di simile, una intesa notevole unita ad una notevole volontà e determinazione.

Un primo logo a matita, il nome trovato su un libro delle erbe in cucina di mia mamma...


il primo volantino composto da Simone all'Olivetti...

Una foto trafugata a Giugno 1990...


. . . e l'avventura iniziava!

Simone inizia a suonare con un flauto di canna che gli avevo fatto io, ci voleva un po' di fiato.... poi mi porta due cilindretti di ciliegio...

E IO FACCIO DUE FLAUTI IN SOL!!!

Uno assolutamente strepitoso, che suonerà poi per lungo tempo, proprio del tipo che ci voleva per la musica popolare...

Siamo in una angustissima stanzetta al Centro Civico di Bellavista, quartiere di Ivrea, che ci viene offerta gratis!

Ma mancava ancora una cosa... con le cinquecentomilalire avanzate.....

prendo la 127 e vado a Bergamo (tornando a malapena...) e prendo la mia piva in Sol dal mitico Valter Biella, lo strumento oggi fa vent'anni (1989 - 2009) giusti...



Torno al mio primo amore, la cornamusa, dopo 14 mesi di carenza...!


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